Sede dell'Istituto

La storia dell’Archivio
L’istituzione a Ragusa (elevata a capoluogo di provincia con R. D. del 2 gennaio 1927, n. 1 ) della Sezione di Archivio di Stato  prevista  dalla  legge sugli Archivi del Regno del 22 dicembre 1939, n. 2006, fu ritardata dall’insorgere del secondo conflitto mondiale. Tale problema fu, infatti, affrontato nel novembre del 1946, quando  il sindaco  di Ragusa, Giuseppe Arezzi, invitò il prefetto a chiedere al ministero dell’Interno l’autorizzazione per l’istituzione della Sezione, sottolineando, da un lato che il ritorno nella sede naturale degli atti riguardanti la provincia avrebbe tolto a coloro che dovevano consultarli il disagio di recarsi nella Sezione di Archivio di Stato di  Siracusa, dove erano conservati, e, dall’altro lato la  possibilità di accogliere in archivio la documentazione che da molto tempo la Sezione di Siracusa si rifiutava di ricevere per mancanza di spazio. All’azione del sindaco si affiancò quella della Provincia cui spettava, ai sensi dell’art. 42 della legge sugli archivi, la fornitura dei locali e delle relative attrezzature occorrenti al funzionamento delle Sezioni di Archivio. I buoni propositi del Comune e della Provincia furono tuttavia vanificati dalla relazione negativa del soprintendente archivistico per la Sicilia che aveva constatato durante il sopralluogo l’indisponibilità di locali a Ragusa. Pertanto il ministero, con nota del 18 aprile 1947, rimandò ad epoca più propizia l’istituzione a Ragusa della Sezione di Archivio di Stato.

L’aspirazione della città a diventare sede di una Sezione di Archivio di Stato riaffiorò nell’ottobre del 1953 con un appello rivolto dalla stampa al nuovo prefetto, M. Castellucci, il quale, a sua volta, sollecitò il delegato regionale presso l’Amministrazione provinciale di Ragusa a reperire i locali necessari. I locali proposti furono, però giudicati inidonei dall’ispettore generale archivistico per la Sicilia, E. Librino, il quale, nella relazione del 12 giugno 1954,suggerì che l’istituzione della Sezione fosse  rinviata a quando la provincia avrebbe costruito il Palazzo degli uffici provinciali, che si prevedeva di realizzare entro la fine dell’anno successivo e il cui primo piano sarebbe stato  destinato alla Sezione.  

Il ritardo nell’inizio dei lavori non consentì tuttavia ulteriori dilazioni, in quanto l’Ufficio Centrale degli Archivi di Stato riteneva che la legge del 1939 dovesse avere applicazione anche a Ragusa: infatti con d. m. del 21 giugno 1955, n. 2176, fu costituita, a decorrere dal 1° luglio 1955, la Sezione di Archivio di Stato di Ragusa, la cui reggenza fu affidata al direttore della Sezione di  Archivio di Stato di Siracusa, Francesco Carpinteri.

La Sezione iniziò la propria attività nel giugno del 1956 in quanto trascorse un anno per nominare un impiegato, il dr. Giovanni Nunzio Occhipinti, da destinare all’ufficio in pianta stabile, per sistemare i locali presi in affitto dall’Amministrazione provinciale in un edificio privato di via Ciullo d’Alcamo n. 71, per installare le scaffalature e per trasportare da Siracusa la documentazione che avrebbe costituito il nucleo iniziale del patrimonio archivistico: Agenzie delle Imposte (Ragusa, Ragusa Inferiore, Pozzallo, Scicli e Spaccaforno); Corte di Assise di Modica; Esattoria comunale di Vittoria; Giudicati regi;  Preture; Stato civile; Tribunale di Modica).

Tale trasferimento ha avuto un’appendice nel 2005, con il ritorno di 391 volumi delle Universitates  (comuni di Spaccaforno , Modica, Ragusa, Scicli e Vittoria), che costituiscono la più antica documentazione amministrativa (1532-1835) della provincia di Ragusa.

In seguito al D.P.R. 30 settembre 1963, n. 1409, “Norme relative all’ordinamento ed al personale degli Archivi di Stato”, la Sezione di Ragusa diventò  Archivio di Stato.

La sede

Nel luglio del 1964 l’Archivio fu trasferito presso la nuova sede di viale del Fante n. 7, nell’edificio dell’Amministrazione provinciale, i cui lavori, iniziati nel 1957, erano stati ultimati nel 1963. Il concorso per la costruzione del Palazzo della Provincia, bandito il 10 maggio 1955, era stato vinto dal progetto “ Monte Lauro” presentato dall’architetto Salvatore Crisafulli di Catania e dall’ingegnere Ignazio Russo di Roma. In tale edificio ad otto piani, due piani (il secondo e il terzo sottostrada) erano stati appositamente riservati, fin dall’origine, all’Archivio, in quanto la Provincia era obbligata a fornire i locali. Essendo quest’obbligo venuto a cessare in seguito alla legge 16 settembre 1960, n. 1104, era iniziata, già nel 1961, una lunga pratica tra la Provincia e la Prefettura per trovare un accordo a proposito del canone di locazione; accordo che fu raggiunto soltanto alla fine del 1963 permettendo così, l’anno successivo, la consegna dei locali.

Nonostante la specifica destinazione iniziale, oggi la sede si rivela inadeguata sia riguardo ai depositi che agli uffici. I depositi, infatti, sono ormai quasi saturi e non consentono di ricevere versamenti di una certa consistenza; inoltre la mancanza di un'apposita sala per le mostre - che vengono allestite nella Sala di studio- e per le conferenze - che si tengono in locali messi a disposizione da altri Enti- rende difficoltoso lo svolgimento di queste manifestazioni. 

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